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Impegnata a persone, impegnarsi per il futuro!

Un manuale per imparare a programmare in Php

Quando si decide di approcciarsi ai linguaggi di programmazione per provare a capire “dietro le quinte” come funzionano i programmi del computer, potrebbe essere utile un avvicinamento non solo fai da te. Anche se la pratica è sempre la migliore insegnante, uno studio anche teorico potrebbe essere fondamentale per avere delle basi più solide da cui partire e non avanzare completamente alla cieca. Per questo non bisogna trascurare l’importanza dei manuali di programmazione, specie quelli che cercano di spiegare con parole ed esempi semplici il modo di utilizzare i più comuni linguaggi di programmazione. In Italia ci sono due autori molto prolifici in tal senso, che negli scorsi mesi hanno dato alla luce tre libri sui tre maggiori linguaggi di programmazione con cui si potrebbe decidere di confrontarsi: JavaScript, Phyton e infine Php. Gli autori sono due ingegneri informatici prestati alla scrittura, i quali hanno spiegato la difficoltà incontrata nel doversi confrontare con un mezzo di comunicazione così diverso rispetto a quello con cui lavorano, ovvero la parola! Ma anche questa, hanno detto, è stata una sfida avvincente, che si è a sua volta avvalsa dell’ausilio deli linguaggi di programmazione. Il nome dei due autori è Maurizio Boscaini e Massimiliano “Max” Masetti, i quali hanno spiegato cosa li ha spinti a scrivere una serie di manuali dedicati a bambini “dai 13 anni in su”. Nella loro opinione, i linguaggi di programmazione sono accessibili a tutti: ovviamente per i più piccoli ci sono altri strumenti, ma dai 13 ai novant’anni, e oltre, non c’è nulla che impedisca ad una persona di prendere confidenza con il linguaggio informatico. Questo perché il linguaggio di programmazione, proseguono i due autori, è una sorta di “palestra” per la mente. Non esiste il bravo programmatore in assoluto: ognuno apprende strada facendo, e soprattutto sbagliando. Il concetto base da capire, secondo Boscaini e Masetti, è che l’unico modo per creare qualcosa di “perfetto” usando i linguaggi di programmazione è provare, sbagliare, correggere gli errori, magari sbagliare ancora, fino a trovare la strada più giusta. Quindi si tratta di un esercizio continuo, che però ovviamente prende le sue prime mosse da una conoscenza di base che è quella che i due autori impartiscono tramite i loro manuali. Nello specifico, quello relativo al linguaggio Php si intitola “Imparare a programmare con Php” e affronta le problematiche principali che si possono incontrare usando questo linguaggio. Il tipo di metodologia suggerita segue due strade. Da una parte c’è l’approccio di tipo “pratico”, che consiste nel porsi un obiettivo e cercare di risolverlo usando le regole descritte. Poi c’è quello teorico, che consiste nel riflettere su quanto letto, e non passare solo delle ore al computer, atteggiamento che, secondo gli autori, è proprio degli “smanettoni” e non dei programmatori professionisti. Entrando nello specifico del linguaggio Php, i due autori hanno cercato di fare chiarezza al suo proposito. Il Php è un linguaggio spesso considerato confusionario, che non è quindi in grado di scrivere codici chiari e cristallini. Ma, come per ogni altro strumento, il segreto sta nel saperlo usare davvero bene e l’unico modo per scoprirne i molti segreti è usarlo. Quale versione? Difficile rispondere, dicono gli autori. La tecnologia va sempre avanti e le nuove versioni di un programma, o di un linguaggio, cercano di dare nuove risposte a nuove domande. Non sempre però le cose vanno come desiderato. Ad esempio, la versione 6 del Php è stata fallimentare, mentre l’ultima, la 7, appare decisamente migliore. Questa, e molte altre cose sul linguaggio Php, vengono svelate nel manuale “Imparare a programmare con Php”.

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