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Impegnata a persone, impegnarsi per il futuro!

Microsoft acquisisce GitHub

Che Microsoft sia un colosso dell’informatica praticamente inattaccabile e capace di fagocitare qualunque cosa intorno a sé è ormai un concetto chiarissimo, se non altro a seguito della recente acquisizione di LinkedIn; ma l’ultimo colpo che ha portato a segno indica che Microsoft ormai è qualcosa di più di un semplice “colosso”. La notizia ha fatto il giro delle testate giornalistiche di settore in pochi minuti accendendo subito una ridda di dubbi e perplessità: l’azienda di Redmond ha acquistato GitHub per la cifra di 7.5 milioni di dollari. Andiamo ad analizzare nel dettaglio i risvolti non immediatamente comprensibili di questo fatto rispondendo ad una domanda molto semplice: cos’è GitHub? Github è, di fatto, un servizio di hosting nato del 2008, che nel corso di questa decina di anni si è trasformato in una gigantesca community di sviluppatori. Chi crea un nuovo codice o un nuovo software lo pubblica su GitHub per metterlo a disposizione degli altri utenti della comunità e per avere feedback e pareri. In questo modo si crea un vivace e prolifico scambio di idee rigorosamente open source, vale a dire che non si deve pagare nulla per quello che si preleva e utilizza. Non solo: ciò che viene prelevato dall’enorme database di GitHub può essere usato senza vincoli su qualunque piattaforma di qualunque sistema operativo. Si capisce subito quale sia stato l’interessa di Microsoft nell’acquisire questa realtà, che gli è costato più del triplo rispetto alle stime iniziali. Non è un interesse economico, visto che GitHub non ha mai creato ricchezza. Nonostante vi siano alcune funzionalità a pagamento, esse non hanno mai acquisito tanta popolarità da generare redditi significativi. Mettere le mani su GitHub per Microsoft può significare soltanto mettere la propria egida su un luogo virtuale in cui, potenzialmente, si stanno già scrivendo i codici che regoleranno il mondo del futuro. Le perplessità da parte degli utenti della community è che questa egida diventi troppo oppressiva, e che la larga libertà di cui hanno goduto finora venga limitata in qualche misura da Microsoft, vista la sua storica avversione per i sistemi open source (basti pensare alla guerra spietata che ha condotto per anni nei confronti di Linux). Da parte dei dirigenti Microsoft però non giungono altro che rassicurazioni: le parole di Satya Nardella, CEO di Microsoft, spiegano che la società che rappresenta vuole assumere sempre più una configurazione “developer first”, dove cioè siano i programmatori e gli sviluppatori ad avere maggiore importanza. Ecco allora che la società metterà in campo tutte le sue risorse per rendere sempre più snello e fruibile il sistema sul quale si basa GitHub: l’intenzione è quella di agevolare e implementarne l’uso da parte degli sviluppatori enterprise usando i canali di vendita Microsoft e rendendo più facile l’accesso sia a GitHub che ai servizi cloud dell’azienda. I tweet preoccupati, ciononostante, si susseguono. L’acquisizione si considererà formalmente conclusa a fine anno, ma nel frattempo Microsoft sta già posizionando le sue pedine nei posti strategici: Chris Wanstrath, che è l’attuale amministratore delegato di GitHub, sarà trasformato in “technical fellow” di Microsoft, carica che non si sa ancora di preciso cosa comporti. Al posto di Scott Guthrie, che era vice presidente di GitHub, verrà messo Nat Friedman, corporate vice president di Microsoft e fondatore della software house Xamarin. Anche se l’azienda di Redmond continua ad assicurare che GitHub resterà assolutamente open source, per tutti coloro che lo hanno usato per anni la preoccupazione è legittima.

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