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La piattaforma Arduino e le sue potenzialità

Quando si parla di informatica, di linguaggi di programmazione e di nuove tecnologie, il pensiero corre subito agli Stati Uniti d’America, alla Silicon Valley, o all’estremo Oriente, alla Cina e al Giappone. Molti di noi ignorano invece che uno dei sistemi informatici dalle maggiori potenzialità, e che già oggi trova innumerevoli campi di applicazione, è interamente italiano: stiamo parlando di Arduino. Arduino è allo stesso tempo un linguaggio di programmazione e una scheda hardware; insieme costituisce una piattaforma capace di far sviluppare tantissime idee innovative soprattutto del tanto decantato IoT (Internet of Things). Arduino nasce nel 2005 ad Ivrea, nella scuola creata in collaborazione da Olivetti e Telecom Italia, ovvero l’Interaction Design Institute. Una delle caratteristiche più interessanti della piattaforma è che fin dal primo momento essa è stata pensata come open source, quindi ha dato vita ad una folta comunità di sviluppatori e programmatori, tra i quali molti studenti, che hanno permesso a questa realtà di crescere moltissimo in pochissimo tempo. Arduino ha quindi dimostrato capacità di sviluppo che non sono passate inosservate. Nel 2013 alcune delle realtà più consolidate nel campo tecnologico, tra le quali Intel, si sono accordate per dare vita a schede che oggi vengono usate da Galileo ed Edison, usando come base Arduino e collaborando con esso. Persino la Microsoft ha pensato di utilizzare Arduino per un suo progetto, creando un microcomputer con connettività wi-fi che si chiama Arduino Yùn. Tanta versatilità del sistema è dovuto al fatto che esso altro non è che una scheda che è capace di elaborare input in entrata trasformandolo in input in uscita che possono essere di diversa natura: suoni, segnali luminosi ed altro. Alla base di tutto il funzionamento c’è ovviamente il linguaggio di programmazione che è, come tutto il progetto, open source. Come dicevamo, la sua natura “aperta” ma anche la sua relativa semplicità di utilizzo hanno fatto di Arduino la base di programmazione più usata da hobbisti e appassionati di tutto il mondo, che sono riusciti a mettere a punto dei dispositivi wearable di grande interesse. Arduino ha anche un altro grande vantaggio: il kit di base è assai poco costoso, appena 50 dollari nella versione preassemblata e anche meno in quella da assemblare. Non stupisce che abbia dato vita ad una community di “artigiani del digitale” che si ritrovano spesso nell’ambito delle fiere dell’innovazione. Ma non si deve pensare che Arduino sia una piattaforma destinata ad un uso dilettantistico: le sue potenzialità l’hanno resa utilizzabile in molti ambiti di pubblico interesse. Vediamo dunque alcune delle realtà che sono state rese possibili tramite l’impiego della scheda e del linguaggio di programmazione di Arduino. Arduino ha fatto fare grandi passi in avanti al settore della domotica, vale a dire al settore dell’automazione di operazioni che devono essere svolte quotidianamente. Ha anche dato un grande aiuto all’agricoltura, ad esempio nella gestione delle serre. Come sappiamo, una serra deve avere costanti condizioni di umidità e temperatura. Con Arduino è possibile monitorare questi valori in modo automatico, e correggerli all’occorrenza. Con Arduino sono stati costruiti dei sensori in grado di rivelare il grado di inquinamento ambientale, e in alcuni casi anche di mettere in pratica una serie di azioni volte ad arginarlo. Arduino è stato usato anche in campo automobilistico, per monitorare il tasso alcolemico nel sangue e per i sensori di parcheggio. Infine è anche usato nel settore delle nuove energie per ottimizzare lo sfruttamento della luce del sole. Niente male, per un brevetto tutto italiano.

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