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Impegnata a persone, impegnarsi per il futuro!

La programmazione per i bambini: Logo

Lo scorso 4 dicembre 2017 su Google è apparso un curioso “doodle”, ovvero un nuovo elemento grafico che sostituisce la solita scritta che caratterizza il motore di ricerca. Questo doodle era volto a celebrare un ramo dell’informatica poco conosciuto ma di fondamentale importanza, ovvero la didattica dei linguaggi di programmazione per i più piccoli. Più nello specifico, il doodle ha celebrato i primi cinquant’anni del primo metodo che sia mai stato messo a punto per permette ai bambini più piccoli di approcciarsi al mondo della programmazione informatica. Tale metodo si chiama “Logo”, fu messo a punto negli anni Sessanta da un pionieristico esperto informatico, Seymour Aubrey Papert. Papert lavorava presso il MIT (Massachusetts Institute of Technology) e ad oggi è considerato uno dei personaggi che ha lavorato più intensamente, e meglio, nella direzione di una sempre maggiore divulgazione dei linguaggi informatici. Decisamente in anticipo sui tempi, infatti, Papert ha intuito quanto fosse importante che fin dalla più tenera età un soggetto si potesse approcciare al mondo dell’informatica non solo per utilizzare i dispositivi che ha creato, ma riuscendo anche a capirne il funzionamento. Il segreto per insegnare ai più piccoli i rudimenti dell’informatica, come ad esempio il modo in cui lavorano gli algoritmi, è stato fin da subito basato su un processo ludico. Il bambino per imparare si deve prima di tutto divertire, deve percepire che quello che sta facendo è un gioco, e solo così riuscirà a recepire tutte le informazioni che gli potranno essere utili da grande. Fu così che nacque Logo, che è una sorta idi gioco per livelli. Ad ogni livello il bambino familiarizza con i concetti che stanno dietro alla programmazione informatica: capisce di aver raggiunto il suo obiettivo quando il coniglio riesce a mangiare la sua carota. Se si pensa che però i computer hanno cominciato ad avere una più vasta diffusione nelle case delle famiglie di tutto il mondo solo circa venti anni più tardi che Logo è stato creato, ovvero intorno agli anni Ottanta, si capisce come la didattica informatica per bambini sia poi in realtà una scienza molto più recente. Al giorno d’oggi, diversamente da quanto accadde ai tempi di parte che fu dunque un precursore, si capisce bene quanto sia fondamentale che un bambino, insieme all’ABC della sua lingua e ad almeno una lingua straniera, prenda dimestichezza anche con il linguaggio delle macchine informatiche. Il futuro, soprattutto lavorativo, va decisamente nella direzione di una sempre più decisa informatizzazione dei sistemi, ed è in età infantile che il cervello umano è maggiormente malleabile, al punto da riuscire a meglio recepire i concetti che si cerca di inculcare. Purtroppo però in Italia l’importanza di queste materie trasmesse anche in età molto giovane non è ancora stata del tutto recepita, per quanto oggi ci siano strumenti molto più sofisticati e completi di Logo, che si basano sui suoi stessi presupposti. Basti pensare a Scratch e Bockly, dei sistemi che vengono usati anche nelle scuole (il secondo è stato messo a punto da Google, il primo dal MIT). Per contribuire alla diffusione di una nuova consapevolezza è stata così organizzata in tutto il mondo la “Computer Science Education Week” (CSEdWeek). Nell’ambito di questa settimana sono stati organizzati molti eventi e incontri per insegnanti, genitori e bambini, al fine di coinvolgere tutti nel mondo dell’informatica e far capire l’importanza di avere una conoscenza più approfondita dei suoi meccanismi più nascosti.

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