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Uno dei linguaggi più promettenti per il futuro: Go

Al giorno d’oggi esistono tanti diversi linguaggi di programmazione. Alcuni sono molto specifici, e quindi vengono usati solo ed elcusivamente per scrivere certi tipi di programmi, altri invece sono interscambiabili, avendo delle caratteristiche molto simili tra di loro. Chi si affaccia al mondo della programmazione informatica, soprattutto chi desidera specializzarsi professionalmente in questo settore, si chiede sempre quale sia il linguaggio sul quale è più opportuno investire in termini di conoscenze. Ci sono infatti linguaggi che è facile prevedere che diventeranno obsoleti in un breve volgere di tempo, analizzando gli andamenti del mercato; meno facile è capire quelli che potrebbero andare per la maggiore. Qualche indizio però esiste: sta nella frequenza di uso e nel trend che descrivono le varie apparecchiature informatiche. Ad oggi, uno dei linguaggi di programmazione più giovani che esista, e che però si prevede avrà un grande sviluppo in futuro, si chiama Go. Go, che è l’abbreviazione di Golang, si è appena guadagnato il titolo di linguaggio di programmazione a più rapida crescita nello scorso anno, il 2016. Infatti ha avuto un balzo notevole nella classifica dei linguaggi più utilizzati stilata ogni anno da Tiobe Index. Nel 2016 Go è stato usato per realizzare oltre il 2% dei software che sono stati realizzati nel corso dei 12 mesi. Anche se questa percentuale può sembrare un po’ bassa, in realtà è un grande traguardo in così poco tempo. Go è stato creato per la prima volta nel 2007, ma il primo software che è stato scritto usandolo risale al 2009 e il suo primo aggiornamento ad una versione più evoluta è del 2012. Go è nato nei laboratori di Google di Mountain View da un’idea di tre programmatori: Robert Griesemer, Rob Pike e Ken Thompson. L’idea di base che i tre avevano era quella di dare vita ad un linguaggio open source, come di fatto Golang è, che fosse simile a C++ ma più semplice da capire e da utilizzare. Detto-fatto: Go è un linguaggio molto facile ed intuitivo, la cui finalità principale è di creare applicativi web o per la gestione di server. In effetti appare notevolmente semplificato rispetto a C++, ed è per questo che molti prevedono che in futuro potrebbe essere molto più apprezzato persino di Java. C’è da dire però che Golang non è ancora mai stato usato per creare delle GUI, ovvero delle interfaccia grafiche pensate per un utente finale. Ad oggi infatti è stato usato soprattutto per creare frame work o Api, e in questo è risultato molto più efficace anche del linguaggio Python in quanto può dare vita ad applicativi stand alone, vale a dire che funzionano da soli senza doversi appoggiare ad alcun supporto esterno. Insomma Go è un linguaggio da seguire molto da vicino perché la crescita vertiginosa che ha avuto nell’ultimo anno può far presagire che qualcosa stia cambiando nel mondo dell’informatica, e che ora si inizi a puntare su sistemi leggermente diversi rispetto al passato. D’altro canto è evidente che questo settore è in rapida evoluzione, e che tutto ciò che ieri veniva dato per scontato oggi può mutare in modo radicale. Quindi Golang si pone come un pioniere di un nuovo modo di affrontare la programmazione, che potrebbe infine rivelarsi nient’altro che un fuoco di paglia o il vero e proprio “abc” di un nuovo modo di esprimersi nel web.

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