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Impegnata a persone, impegnarsi per il futuro!

Il futuro dell’Uomo e della Macchina

C’è un dilemma che assilla l’uomo contemporaneo, risvegliato solo poco tempo fa dal dialogo, svoltosi in un codice linguistico inconcepibile per gli esseri umani, sviluppatosi tra due AI (intelligenze artificiali). Accadrà un giorno, come tante volte hanno ipotizzato gli scrittori di fantascienza, che la macchina finirà per essere superiore all’uomo, che lo soppianti e finisca per prenderne il posto? Per capire quanto appassionante sia questa domanda basti pensare al fatto che ha messo a confronto due degli uomini più potenti (e ricchi) del pianeta, vale a dire il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, e il manager di Tesla, Elon Musk. Mentre il primo, in modo molto ottimista, diceva semplicemente di non essere preoccupato da un’eventuale “ascesa delle macchine”, il secondo lo ha definito “superficiale”, in quanto convinto che saranno le macchine a scatenare la terza guerra mondiale. Chi ha regione? Forse la risposta non esiste, o forse la si può trovare in una terza via: quella della compenetrazione pacifica e creativa. C’è un aspetto che si dice spesso essere prerogativa del tutto umana, ed è l’arte. Una macchina non può comporre musica come Beethoven, né dipingere come Michelangelo, o scrivere un romanzo come Tolstoj. Ma è davvero così? In molti hanno sfidato anche questa convinzione, e presto si assisterà ad una nuova sfida uomo-macchina. Per l’esattezza, il confronto avverrà il 9 dicembre a Roma, presso il Palazzo delle Esposizione, nell’ambito del Romaeuropa Festival 2017. Si terrà in quest’occasione un concerto davvero unico nel suo genere, dal titolo “Cracking Danilo Rea”. Il famoso pianista jazz, Danilo Rea, si esibirà, improvvisando, insieme ad un’intelligenza artificiale messa a punto dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma Tre. Lo scopo del concerto-esperimento è cercare di capire se semplicemente Uomo e macchina non possano collaborare, finendo per apprendere qualcosa l’uno dell’altra. Lo stesso presupposto è alla base di “Geek bagatelle”, altro atipico concerto che si è tenuto, sempre nell’ambito del Romaeuropa Festival 217, il 13 ottobre presso l’Auditorium Parco della Musica. Qui la sperimentazione è stata ancora più estrema. L’Orchestra Sinfonica Abruzzese, diretta da Gabriele Bonolis, ha suonato brani del compositore francese Bernard Cavanna, insieme ai ragazzi del Liceo Teresa Gullace Talotta di Roma, condotti da Pierre Bassery. Nel frattempo il pubblico in sala ha potuto intervenire nel concerto tramite un’app realizzata a questo scopo, installata sul proprio smartphone. Pierre Bassery, autore e ideatore della curiosa iniziativa, ha spiegato di aver voluto in questo modo dimostrare che le barriere non esistono che nella nostra testa. Mettere giù la questione uomo-macchina come un “aut aut” dove non sembra esserci alternativa al predominio dell’uno sull’altra, o viceversa, secondo lui è anacronistica. Ha detto di ritenere che la maggior parte del lavoro vada svolta sui giovani che, sempre a suo parere, dovrebbero essere educati all’apprendimento dei linguaggi di programmazione fin dalla più tenera età. Imparando a capire le macchine, a condividerne il modo di esprimersi, i ragazzi di oggi potrebbero diventare gli uomini del futuro capaci di creare un mondo nuovo, dove ci sia integrazione perfino tra l’intelligenza umana e l’intelligenza artificiale. Si tratta di una lettura completamente nuova del problema, e molto intrigante, che si basa sull’importanza di conoscere fino in fondo le cose che noi stesso abbiamo creato, un po’ come quando l’allievo diventa il maestro, e viceversa. A tale scopo padroneggiare fino in fondo le conoscenze informatiche diventa basilare per costruire un futuro di pace e benessere.

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