Pages Navigation Menu

Impegnata a persone, impegnarsi per il futuro!

Most Recent Articles

I rudimenti del coding

Posted by on Lug 26, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su I rudimenti del coding

Al giorno d’oggi conoscere e saper usare i linguaggi di programmazione è diventato fondamentale per un giovane quasi quanto conoscere una lingua straniera. Per quanto potrebbe apparire di non immediata necessità è comunque di innegabile utilità per potere, un domani, sapersi interfacciare meglio con interlocutori diversi. D’altro canto, non ne è necessaria una conoscenza puntuale o professionale. Basta un’infarinatura, per capirne i meccanismi e per poter, in futuro e a seconda della bisogna, approfondire certi aspetti o argomenti. Non a caso anche nelle scuole italiane si sta diffondendo sempre di più l’insegnamento dei linguaggi di programmazione: uno dei massimi esperti in materia si chiama Maurizio Boscaini, che di recente ha pubblicato un libro che si intitola “Imparare a programmare con Python”. Boscaini è prima di tutto un docente, quindi il suo approccio alla materia è fortemente didattico. Collaborando con la casa editrice Apogeo aveva già pubblicato un precedente volume il cui titolo è “Imparare a programmare con Scratch”. Qual è la differenza tra questi due linguaggi di programmazione? Essa è sostanziale, come spiega lo stesso Boscaini. Scratch è un linguaggio pensato per i bambini più piccoli, potremmo definirlo le “elementari” del coding. Questo perché, in realtà, ancora non entra nel vivo del linguaggio di programmazione vero e proprio, in quanto funziona in maniera visuale e per blocchi. Dunque il suo utilizzo è fortemente intuitivo, e può anche condurre a credere erroneamente che elaborare e capire algoritmi sia molto semplice. Python è lo step successivo, le “medie” del coding perché, pur essendo molto semplice e scarno, porta alla scrittura vera e propria di un codice e quindi mette il ragazzo di fronte alla vera natura della programmazione. Secondo Boscaini è comunque Python il linguaggio di programmazione più adeguato per impartire un insegnamento didattico, questo per via di alcune sue precise caratteristiche. La prima è la concisione: Boscaini dice che nel suo libro ha inserito stringhe di codice di al massimo 85 righe, quindi davvero scarne rispetto ad altri linguaggi. Inoltre intorno a Python ruota una community di utenti e sviluppatori molto nutrita e attiva, e questo offre un notevole supporto anche a chi vi si approcci per la prima volta. Ciò non toglie che il professore individui qualche piccolo difetto anche in Python, ma niente che non possa essere superato con un po’ di buona volontà. Il nocciolo della questione forse è proprio questo. Al giorno d’oggi i ragazzi sono abituati a fruire il web, soprattutto attraverso l’uso dei loro smartphone, in modo del tutto passivo. La curiosità di scoprire cosa c’è dietro al funzionamento delle app o dei programmi che utilizzano quotidianamente è molto debole, ma in questo senso sta facendo molto il Ministero dell’Istruzione. Il Ministero sta infatti portando avanti una campagna di sensibilizzazione tra i docenti, al fine di indirizzare sempre di più l’insegnamento verso il coding e il pensiero computazionale. Secondo quanto dice Boscaini, uno studente motivato potrebbe essere in grado di apprendere tutti i “segreti” di Python in 50 ore di insegnamento, e di essere in seguito in grado di approcciare linguaggi più complessi. Lui suggerisce Kivy, Pygame e VPython, ma anche Django per apprendere la programmazione dei server. L’aspetto interessante per i ragazzi è la possibilità di creare loro stessi uno dei videogiochi che li appassionano tanto; e attraverso questo riuscire a capire un po’ di più un aspetto tanto importante del mondo in cui viviamo.

Read More

I linguaggi di programmazione del futuro

Posted by on Giu 23, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su I linguaggi di programmazione del futuro

Le nuove tecnologie sono ormai una realtà consolidata che entra a far parte del nostro stile di vita quotidiano e domina gran parte delle attività più usuali. Questo significa che nel futuro ci sarà sempre più bisogno di personale specializzato, di professionisti che siano in grado di padroneggiare i linguaggi di programmazione per saper elaborare software e strumenti in grado di soddisfare le esigenze più variegate. Al momento domanda e offerta si equiparano ma, in base a quanto rilevato dalla Commissione Europea, potrebbe accadere che in futuro invece ci sia una notevole richiesta di mestieri legati allo IOT (Internet of Things) e alla AI (Intelligenza Artificiale) a fronte della quale non ci sia un’adeguata risposta. Si calcola che si sarà bisogno di almeno 900 mila operatori nel settore della programmazione informatica, e che non tutti questi saranno disponibili. Il fatto è che oggi per un giovane che voglia formarsi e specializzarsi non è facile individuare il settore informatico migliore verso il quale dirigersi: il problema sta nella rapida evoluzione che hanno i linguaggi di programmazione. Alcuni di loro diventano obsoleti in un brevissimo lasso di tempo, e questo potrebbe voler dire per chi li studia investire in qualcosa che alla fine non serve a nulla. In questo senso può essere utile una lista che è stata stilata da TIOBE (TIOBE Programming Community Index) azienda che si occupa di monitorare la popolarità dei linguaggi di programmazione. TIOBE infatti ha individuato 20 linguaggi di programmazione che sicuramente non cadranno in disuso nei prossimi anni, anzi, verranno sempre più usati. Verso di loro, quindi, si può appuntare l’attenzione di chi ha intenzione di costruirsi un futuro professionale nel mondo dell’informatica. Al primo posto si trova Java, che è di proprietà di Oracle, viene usato da circa 9 milioni di sviluppatori e ha vinto il premio come linguaggio di programmazione preferito nel 2015. Il suo grande successo deriva dalla sua versatilità: viene infatti usato per un gran numero di applicazioni Android. A seguire si trova C, che è il predicessero di C++ e ha il pregio di riuscire a gestire con facilità una grande quantità di dati. Viene usato, ad esempio, per il kernel di Linux. Non poteva mancare, in terza posizione, C++, linguaggio usato per Windows ed anche per una gran quantità di altri applicativi, ad esempio strumenti audio e per l’elaborazione delle immagini. Seguono C#, altro linguaggio Windows che sta godendo di sempre maggiore diffusione, e Phyton, che si usa soprattutto per l’elaborazione di informazioni automatiche. Scendendo in sesta posizione si incontra Php, che attualmente è usato per la scrittura di oltre l’80% dei siti web che si trovano in rete. Segue il popolare Javascript, che è stato il pioniere per la scrittura di pagine web dinamiche, e oggi viene usato tanto per applicazioni desktop che mobile. All’ottavo posto c’è una new entry, Visual Basic .NET, messo a punto da Microsoft e pensato come punto di transizione tra il vecchio e il nuovo. Seguono, in nona e decima posizione, Delphi (Object Pascal) e Perl. Delphi è il linguaggio di programmazione usato in ambienti Pascal, destinati alle scuole in cui si insegna ingegneria informatica; Perl serve soprattutto per progetti di prototipazione. Nelle successive dieci posizioni troviamo: Ruby, Swift, Assembly Language, Go, R, Visual Basic, MATLAB, PL/SQL, Objective-C e Scratch. Anche se sicuramente in futuro nasceranno anche altri nuovi sistemi, conoscendo e padroneggiando questi si potrà facilmente imparare l’ABC di ogni altro linguaggio di programmazione.

Read More

Django Girls: la programmazione web per donne

Posted by on Giu 7, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Django Girls: la programmazione web per donne

Anche se il mondo è andato avanti e molte discriminazioni tra uomini e donne sono cadute, non si può negare però che continuino a sussistere dei mestieri che vengono considerati prettamente maschili, tanto che quando una donna dice di interessarsene si resta tutti con un palmo di naso. In campo scolastico, ad esempio, si dà per scontato che le facoltà di ingegneria siano piene di ragazzi e che le ragazze se ne tengano bene alla larga; per quel che concerne il mondo informatico invece si dà per scontato che il mondo della programmazione sia di unico appannaggio maschile mentre le femminucce si dedicano ad altro. Se può sembrare strano che un pregiudizio che ha un’aria così antica nasca invece in tempi recenti, ovvero dall’avvento dei computer in poi. Si pensi anche ad un dato piuttosto curioso: all’inizio le donne che si dedicavano alla programmazione web erano molte di più di quanto non siano attualmente. Secondo i dati raccolti dalla Nationl Science Foundation in poco meno di trent’anni la percentuale delle donne impiegate in ambito informatico è sceso dal 35 al 18%. Se negli anni pionieristici del web e dei personal computer tra le più ferventi innovatrici c’erano proprio le donne, dal 1984 in poi la situazione si è completamente invertita, fino ad arrivare ad una netta preponderanza maschile che potremmo definire quasi strapotere. Il motivo si può rintracciare proprio nel progressivo affermarsi del pregiudizio secondo il quale il mondo dei computer è solo per uomini. Questo si lega anche al diffondersi dei pc domestici, che all’inizio venivano usati per lo più dai ragazzi per giocare ai videogiochi. Da quel momento in poi non solo lo strumento computer, ma tutto ciò che ruota attorno ad esso, è diventato di unico appannaggio maschile ed ha portato a coniare il termine “nerd”. Ma oggi è necessario che le cose cambino: non è possibile che una donna si senta intimorita se entra in certi ambienti perché vede che ci lavorano solo uomini. Il mondo della programmazione può offrire molte opportunità professionali anche all’altra metà del cielo, così sono nate alcune associazioni che si fanno carico proprio di insegnare i linguaggi di programmazione alle donne. Una delle più note e attive in tutto il mondo, e che è approdata anche in Italia, si chiama “Django Girls” ed ha tenuto un workshop a Firenze nel mese di aprile 2017. Nel corso del workshop alle partecipanti è stato fatto costruire un blog usando il linguaggio Phyton. Per quanto alle corsiste fosse stato fornito del materiale già in precedenza, si capisce come un corso della durata di un giorno non possa essere sufficiente ad insegnare un linguaggio complesso come il Phyton. Ma quello che conta, nella strategia di “Django Girls”, è incuriosire le donne, farle avvicinare ad un settore che ritengono che per loro sia proibito e far capire come invece possiedano molte qualità adatte proprio a questo tipo di lavoro. Il workshop di Firenze è stato infatti un successo, ma ha dato modo di notare come anche la stessa “Django Girls” metta in atto una sorta di discriminazione. Tutti i gadget distribuiti, compreso il manuale di istruzioni circa l’uso del Phyton, erano colorati in tinte pastello, con cuoricini e fiocchi. Ma una donna non si fa spaventare neppure da un manuale del tutto asettico e tecnico: questo è bene che lo imparino anche gli enti di formazione che si rivolgono a discenti di sesso femminile.

Read More

4 e 5 maggio 2017 SEOcms a Bologna

Posted by on Mag 3, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su 4 e 5 maggio 2017 SEOcms a Bologna

I CMS (Content Management System) sono delle interfacce grafiche molto diffuse al giorno d’oggi perché consentono a chiunque, anche a chi non ha la più pallida idea di cosa sia un codice html, di scrivere un sito web. Siccome ormai tutti necessitano di un website, che sia aziendale o relativo alla propria attività professionale, un numero sempre maggiore di persone decide di costruirselo da solo avvalendosi, appunto dei CMS. Tra i CMS più diffusi ci sono WordPress e Joomla. Questi consentono di creare le varie pagine di un sito, di inserire immagine, testo, video, e qualunque altro contenuto si desideri, e magari anche di creare un vero e proprio e-commerce. Ma, attenzione: se i CMS permettono di realizzare il sito, fornendo gli strumenti tecnici che anche un programmatore non professionista è in grado di utilizzare, questo non significa che permetta anche di realizzare un sito davvero efficace, ovvero che sia in grado di raggiungere il pubblico desiderato. Per riuscire a fare questo infatti bisogna saper applicare, e quindi conoscere, le cosiddette “regole SEO”, laddove l’acronimo SEO sta per Search Engine Optimization. Il SEO è la bibbia del web: solo scrivendo una pagina che rispetti le sue regole sarà possibile avere un buon posizionamento nei motori di ricerca e di conseguenza arrivare al target di riferimento. Un CMS quindi deve essere usato con criterio, e per imparare fino in fondo le basilari regole SEO per la seconda volta a Bologna viene organizzato un workshop che si chiama “SEOcms”. Nel 2017 si svolgerà in ben due giornate, il 4 e il 5 maggio, e sarà possibile partecipare fisicamente ma anche tramite collegamento streaming. SEOcms è stato organizzato per la prima volta da Stefano Rigazio e Maurizio Palermo, che sono i fautori anche di questa seconda edizione che sarà interamente focalizzata sulle strategie che è possibile adottare per usare i CMS ottimizzandoli in chiave SEO. I workshop in cui sarà strutturato l’evento quest’anno sono due: il primo si occuperà esclusivamente di WordPress e il secondo di Joomla. Entrambe hanno una disponibilità di frequenza con posti limitati. Nell’ambito del workshop verranno forniti, da esperti del settore, tutti i rudimenti per imparare ad usare questi CMS al fine di costruire un sito veramente efficace in poco tempo e con poca spesa. Questo è il programma della prima giornata. Il giorno seguente invece si potranno seguire gli interventi di alcuni relatori, in tutto 18, esperti nell’uso di WordPress, Joomla, Magento, Prestashop, WooCommerce e Virtuemart, che daranno molti suggerimenti utili circa il modo migliore di usare questi preziosi strumenti. Per i partecipanti non mancheranno anche occasioni per mettere subito in pratica quello che hanno imparato. Tra i relatori previsti ci sarà, ad esempio, Maurizio Palermo, che parlerà di Virtuemart e del modo migliore per creare un e-commerce di successo attraverso il massimo sfruttamento della user experience. Anche Nando Pappalardo parlerà di e-commerce, fornendo alcune strategie utili per aumentarne gli introiti; mentre Gianpaolo Lorusso spiegherà cosa sono le campagne AdWords e in che modo possono essere utili per la propria popolarità nel web. “SEOcms” si svolgerà giovedì 4 e venerdì 5 maggio 2017 a Bologna, presso l’Eco Hotel Continental di Zola Predosa, non distante dall’Unipol Arena. I biglietti per partecipare si possono acquistare on line per l’intero evento o solo per una delle due giornate; nel costo del biglietto è inclusa anche la fornitura di tutto il materiale relativo agli interventi e ai workshop.

Read More

CMS Software (IT)

Posted by on Apr 12, 2017 in CMS Software (IT) | Commenti disabilitati su CMS Software (IT)

00de3bc5cc

Accessibile

Open Source, totalmente Accessibile (sia backend che frontend), conforme ai dettami della Legge 4-2004, detta legge “Stanca”, particolarmente apprezzato dagli utenti non vedenti per la sua accessibilità a livello di amministrazione.

buattaUn CMS all inclusive, che permette la pubblicazione di un sito internet in maniera semplice, veloce, e senza richiedere le conoscenze tecniche necessarie per gestire prodotti simili.

Non necessita di database e contiene gli strumenti classici di un sistema di gestione contenuti web, (pubblicazione notizie e commenti, forum, guestbook, Wiki, galleria immagini, gestore Links, messaggistica).

immagine open sourceOpen source

ITcms è un software con codice sorgente aperto, gli utenti hanno la libertà di: eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il programma.

Tale Licenza è applicabile al software distribuito a partire dalla comunità open source di ITcms. Non è valida per le versioni che ITcms mette a disposizione della clientela che si avvale dei servizi a pagamento di ITcms.

 


E-Government

Con il termine “E-government” si intendeil processo di informatizzazione ad opera delle pubbliche amministrazioni che, sfruttando sistemi digitali, gestiscono la comunicazione tra se ed il cittadino, le aziende e la politica.

ITcms mette a disposizione della Pubblica Amministrazione il suo background tecnologico, proponendo soluzioni per lo sviluppo dell’innovazione, migliorando qualitativamente il livello dei servizi erogati. Proponendo ai cittadini una partecipazione attiva, attraverso il loro coinvolgimento nell’azione amministrativa.

 

I nostri servizi

Il nostro personale è altamente specializzato, con conoscenze ed esperienze che spaziano dal semplice codice di markup html alla programmazione in php, alla grafica applicata al web, alle conoscenze multimediali del web 2.0. Alla base della nostra formazione c’è una approfondita conoscenza delle specifiche dell’accessibilità e dell’usabilità, in relazione alla progettazione “for all”.

Il nostro background, e l’attività nel campo delle ICT svolta finora, ci permettono di progettare e gestire corsi e-learning di formazione mirati all’apprendimento dell’uso del CMS, della redazione dei contenuti del portale, sull’accessibilità.  Ciò è tanto più vero se si guarda al nostro prodotto “ITcms”, che viene largamente utilizzato nel web sia da siti istituzionali che privati con estrema soddisfazione di tutti.

iTCms mette a disposizione delle pubbliche amministrazioni le sue specifiche competenze per la realizzazione di portali, e siti internet accessibili secondo la normativa vigente, offrendo diverse tipologie di servizi. Tutti i servizi sono relativi al nostro cms accessibile ed usabile, per il quale possiamo creare apposite funzionalità. Puoi trovare un esempio del nostro CMS sviluppato ad hoc e con moduli di gioco online per il sito di slot machine richslots.

Read More

Universe: costruisci il tuo sito in meno di un minuto

Posted by on Apr 12, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Universe: costruisci il tuo sito in meno di un minuto

Se un tempo la programmazione web era appannaggio di pochissimi addetti ai lavori, al giorno d’oggi invece chiunque può costruire il proprio sito web attraverso i vari sistemi che sono stati messi a punto e che non richiedono la conoscenza né del linguaggio html, né di altri tipi di linguaggio informatico. Basti pensare a WordPress, o Wix: se nel loro utilizzo una minima infarinatura in materia di programmazione può essere di aiuto, è anche vero che persino chi è completamente digiuno di queste conoscenze può costruirsi una pagina web personale o aziendale. Certo, non avrà lo stesso aspetto di un sito costruito da un programmatore professionista, ma svolgerà perfettamente il suo compito. Ma adesso si vuole andare ancora oltre: si vuole rendere la realizzazione di un website un vero e proprio “gioco da ragazzi”. Questa è l’idea che sta alla base della nascita di “Universe”, una start up di recente costituzione che ha creato un’app da installare sullo smartphone che consente di creare una pagina web in pochi e semplicissimi gesti. Dietro Universe, che ha sede a Brooklyn, c’è la mente del suo fondatore, Joseph Cohen, il quale deve avere avuto proprio una buona idea se è riuscito a raccogliere tanti soldi, ben 3,2 milioni di dollari, per dare il via al suo progetto. Hanno contribuito alla creazione di Universe Eniac Ventures, Box Group, General Catalys e Greylock Partners, i quali evidentemente hanno fiutato un buon affare se hanno deciso di investire nell’idea di Cohen. Questi è partito dal desiderio di creare uno strumento rivolto soprattutto ai cosiddetti “millennials”, vale a dire ai ragazzi delle ultime generazioni che praticamente nascono con lo smartphone in mano. Per loro sono già superati i vecchi meccanismi legati all’uso di un personal computer fisso, si basano su social come Istagram, e navigano in internet quasi esclusivamente dal telefonino. Cohen ha detto che ha inseguito questo sogno per tre anni: per lui la potenzialità del web ormai passa attraverso i dispositivi portatili, e trovava assurdo che ancora non esistesse un modo per “creare” il web da smartphone. Così ha pensato a Universe. Universe permette di aprire una pagina web o in modo del tutto gratuito o acquistando un proprio dominio, che parte da un costo di appena 2,99 dollari al mese. L’interfaccia che l’utente si trova davanti è semplicissima ed intuitiva. La prima cosa da fare consiste nello scegliere il template che si intende utilizzare come sfondo, dopo di che si possono aggiungere altri elementi attraverso il semplice meccanismo del drag and drop. Tutto qui: davvero, come promesso, un sito può essere allestito in meno di un minuto. L’aspetto finale che avrà il sito sarà piuttosto elementare, ma questo è nelle intenzioni. Universe non serve per creare dei grandi siti aziendali, quanto più delle pagine personali all’interno delle quali poter raccogliere e catalizzare tutti i contatti dei vari social network. Il punto è che è così facile da usare che può essere gestito davvero da chiunque: persino la mamma di Cohen si è cimentata con successo nella realizzazione di un sito web. Tutti i siti di Universe sono desktop friendly, ma ciò che appare davvero rivoluzionario è lo spostamento del punto di vista che questa nuova app offre. Come ha detto uno degli investitori, Spencer Lazar di General Catalyst, Universe trasforma quello che era un lento processo da desktop in un’operazione rapida e giocosa via mobile. Internet quindi diventa sempre più “mobile”.

Read More

Attacco Hacker a WordPress

Posted by on Mar 31, 2017 in Uncategorized | Commenti disabilitati su Attacco Hacker a WordPress

Nessun sistema informatico si può dire completamente sicuro e invulnerabile da attacchi esterni; e negli ultimi giorni anche WordPress, uno dei più popolari sistemi di pubblicazione di contenuti in rete, ne ha fatto le spese. Infatti è stato messo in campo un attacco hacker che ha colpito e modificato centinaia di siti web realizzati con WordPress, anche in Italia. Gli hacker sono riusciti a sfruttare una falla nel sistema di CMS e in questo modo sono riusciti a penetrare all’interno di migliaia di URL; ovviamente gli sviluppatori di WordPress si sono messi immediatamente al lavoro e si può dire che l’ultimo aggiornamento del sistema, il 4.7.2, sia completamente immune dall’attacco di questi hacker. Purtroppo però molti amministratori non si sono preoccupati di fare l’aggiornamento ed ecco che hanno messo in pericolo i propri contenuti. Ma come è stato possibile tutto questo? Purtroppo, come dicevamo, nessun sistema è completamente immune dalla possibilità di un attacco esterno, tanto più che al giorno d’oggi gli hacker sono sempre più abili a sfruttare ogni minima debolezza. Questo non vuol dire che WordPress non sia un CMS da poter utilizzare in massima tranquillità: il pericolo si cela soprattutto nei plug-in che vanno usati con molta parsimonia. Quelli di dubbia provenienza andrebbero sempre evitati. In sostanza è accaduto che quando i programmisti di WordPress hanno pubblicato l’ultimo aggiornamento, il 4.7.2, immediatamente gli hacker si sono messi al lavoro confrontando il codice sorgente aggiornato con quelli precedenti, al fine di trovare una falla e di poterla sfruttare. Una volta trovata la debolezza del sistema è stato messo a punto un codice detto “exploit” il quale ha il potere di penetrare dentro i siti web altrui, modificandone i contenuti. Praticamente nessun sito WordPress (eccezion fatta per quelli che erano subito stati aggiornati alla nuova release) è rimasto immune a questo codice: anche in Italia i siti colpiti sono stati moltissimi. Sembra che l’attacco hacker sia stato finalizzato questa volta ad una campagna SEO, con l’introduzione di messaggi e link per lo più a sfondo politico: quindi in qualche modo l’intento non è stato quello di danneggiare i sistemi ma solo di far passare un messaggio specifico in modo massiccio. Però niente vieta che questa falla di sistema che è stata individuata possa in futuro essere usata per infiltrare dei malware. Ad esempio, secondo gli esperti gli hacker sono già al lavoro per sfruttare al contempo i punti di debolezza di REST API con alcuni plug-in, in particolar modo Exec-PHP e Insert PHP. In questo modo si potrebbe ottenere l’inserimento di un codice PHP capace di danneggiare non solo i contenuti di un sito web, ma in grado di infettare il server stesso su cui il sito viene ospitato. La falla che gli hacker hanno individuato in WordPress è una di quelle che viene definita 0-day, vale a dire si tratta di un bug del sistema che ancora è sconosciuto ai programmatori del sistema stesso e che quindi non hanno che pochissimo tempo per cercare di porvi rimedio, una volta che essa invece sia stata individuata e sfruttata dagli hacker. In questo caso la soluzione era già presente, anche se per certi versi è all’origine stessa del male: per evitare di essere colpiti è necessario fare l’aggiornamento di WordPress alla ultima versione e in questo modo il proprio sito o blog sarà protetto. Perlomeno finché gli hacker non individueranno una nuova falla.

Read More

Pin It on Pinterest

Share This